La coltivazione della lattuga e delle altre insalate non è complessa, ma sono necessarie determinate accortezze per garantire una produzione ottimale e non incappare in fastidiose patologie.

Le più temute e comuni sono la Peronospora della Lattuga (Bremia Lactucae) e il Marciume del Colletto della Lattuga (Sclerotinia Sclerotirum).
Analizziamole insieme e vediamo come contrastarle.

Peronospora della Lattuga

  • La Peronospora è l’avversità più temibile della lattuga, anche attacchi lievi possono infatti provocare notevoli perdite economiche. I periodi più a rischio per questa malattia sono generalmente la primavera e l’autunno.
    La lattuga è suscettibile alle infezioni di peronospora in tutte le fasi di sviluppo, dallo stadio di foglie cotiledonari alla pianta matura. I sintomi sono rilevabili sulla pagina superiore delle foglie come macchie giallastre.
    In condizioni di elevata umidità, sulle piante già sviluppate, l’infezione può estendersi anche alle foglie più interne, con perdita totale del prodotto.
    Per difendersi è bene adottare ampie rotazioni colturali, fertilizzazioni azotate equilibrate e prodotti che asciugano suolo e superficie fogliare, limitando l’eccesso di umidità, come la nostra Zeolite Micronizzata Zeodry e Zeolite granulare Zeofert da applicare al suolo.

Marciume del Colletto della Lattuga

  • Sulle colture ortive “a foglia” (lattuga, indivia, scarola, cicoria) o carnose (es. gli impianti più precoci di finocchio), le polifaghe sclerotinie (Sclerotinia sclerotiorum, S. minor), spesso già presenti nel terreno, rappresentano sempre un temibile pericolo.
    I sintomi tipici degli attacchi da Sclerotinia si evidenziano chiaramente verso la fine del ciclo colturale, con marciumi molli e la comparsa dei caratteristici sclerozi nerastri immersi in un feltro miceliale biancastro, portando anche a perdita totale del prodotto.
    L’infezione, però, è solitamente precoce. Pertanto, lungo tutto il ciclo culturale è bene impiegare prodotti che regolino l’umidità al suolo e sulla superficie fogliare, come la Zeolite Granulare e Micronizzata.
    Inoltre in fase di pre-trapianto è consigliabile applicare soluzioni a base di Trichoderma.

 

Tutte e due le patologie sono dunque accumunate dalla presenza di eccessi di umidità al suolo e sulla superficie fogliare, contrastabili con pratiche agronomiche e Zeolite, prodotto naturale e applicabile anche in regime di Agricoltura Biologica.

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